Principi e impegni dello/a user researcher

Versione 1.0

Cinque principi

1) Responsabilità
Siamo veicolo di interessi presenti e futuri delle persone e la nostra responsabilità è quella di portare verso l’alto delle aziende per cui lavoriamo le istanze raccolte in forma manipolata solamente per gli scopi di comprensione delle stesse. 

2) Inclusione
Un design inclusivo richiede lo sforzo di individuare e coinvolgere nel processo le minoranze o le categorie di persone che potrebbero risultare maggiormente penalizzate dalle scelte di progettazione per via del loro genere, status sociale o handicap.

3) Ascolto
Coinvolgere le persone nei processi di design richiede capacità di ascolto e disposizione ad una mentalità flessibile. Per quanto possa risultare una banalità tra tutti è il principio più difficile da applicare.

4) Sospensione del giudizio
Già, perché fare ricerca con le persone comporta spesso un contatto molto ravvicinato con la sfera delle loro emozioni, credenze e visioni del mondo. Accade che le persone si mostrino molto vulnerabili quando si parla di determinati argomenti e come conseguenza possono esprimere pensieri o suggestioni che possono non coincidere con i nostri valori o con la nostra visione del mondo qualora non vadano a toccare direttamente la sfera delle nostre sensibilità.

Cercare quindi di sospendere il giudizio per concentrarsi invece su quelle che possono essere le radici profonde di tali affermazioni. Evitando di addentrarsi nello specifico, specie se gli argomenti in ballo affrontano temi delicati o particolarmente sensibili per il partecipante, a volte è più che sufficiente mettere insieme alcune informazioni già raccolte durante la ricerca per ottenere un quadro in grado di farci capire più a fondo il significato di alcune parole o affermazioni, cercando di ricordare sempre che non stiamo facendo ricerca per fornire alle persone opinioni o giudizi ma per scoprire le loro prospettive su un determinato argomento. Se qualcosa delle loro parole ci disturba piuttosto fermiamoci e domandiamoci:

  • Perché questa persona afferma ciò?
  • Quali possono essere le motivazioni profonde delle sue affermazioni?

5) Rappresentanza
Su questo punto mi ha stimolato un’acuta riflessione di Alberta Soranzo su come siamo abituati a rappresentare la diversità.
Anche noi designers devo dire che abbiamo una strana tendenza a rappresentare le personas più o meno tutte così:

Può risultare un po’ disturbante vedere tutti questi volti felici attaccati sulle pareti dei nostri studi o degli uffici dei nostri clienti, specie quando hai avuto modo di ascoltare dalla ricerca, delle storie di vita non sempre facili.
Per cui: no, le persone per le quali stiamo progettando non sono tutte felici, benestanti, fisicamente o mentalmente sane, iper-produttive ed impegnate. Hanno, come tutti, problemi più o meno grandi e spesso un grande problema potrebbe rappresentarlo il servizio o il prodotto per il quale stiamo progettando. E per questo motivo potrebbero anche essere incazzate. Molto. E questa diversità va rappresentata.


L’impatto che la ricerca avrà sulla progettazione è direttamente proporzionale alla tipologia e alla forma di rappresentazione delle persone che scegliamo di esporre ai nostri clienti, perché da quella rappresentazione scaturiranno delle scelte.


Più la rappresentazione si distaccherà dagli archetipi privilegiando una narrazione centrata sulle evidenze emerse,
più aiuterà i nostri clienti a mediare su decisioni che abbiano un impatto positivo per i loro business e per i loro clienti.

Cinque impegni

1) Trasparenza delle informazioni
Le informazioni che condividiamo con i partecipanti della ricerca andrebbero mostrate in un tempo sufficiente per essere elaborate e successivamente accettate o rifiutate. Le informazioni dovrebbero essere esposte (qualsiasi sia la forma, orale o scritta) in maniera chiara e comprensibile, togliendo dal tavolo qualsiasi forma di comunicazione implicita. 

2) Rispetto e protezione dei dati personali
L’impegno è quello di depositare qualsiasi raccolta di dati personali o di registrazioni audio/video, in luoghi o supporti fisici o digitali protetti, sicuri ed inviolabili.

3) Equa ricompensa
La partecipazione alla ricerca va ricompensata (in denaro o beni/servizi di valore uguale) e la ricompensa va commisurata equamente all’impegno e al tempo richiesto per l’attività da svolgere.

4) Rispetto dei tempi
Occorre ricordarsi sempre che, nonostante le persone vengano ricompensate per il loro apporto alla ricerca e che in futuro potrebbero beneficiare del tempo dedicato, sono loro che ci stanno aiutando a fare il nostro lavoro, non il contrario.
Assicurarsi dunque che i tempi della ricerca siano organizzati in maniera tale da non far perdere a nessun partecipante il proprio tempo messo a disposizione. È necessario che le persone:

  • vengano accettate agli orari comunicati
  • non impieghino ulteriore tempo oltre quello già stimato e comunicato. Qualora ci sia la possibilità di andare oltre con i tempi previsti, comunicarlo per tempo.

5) Diritti dei partecipanti
Infine, come designer siamo responsabili e garanti dei diritti delle persone che prendono parte alla ricerca. Tra questi diritti andrebbero riconosciuti:

  • Diritto ad ottenere il materiale audio/video della ricerca ed eventualmente ad ottenerne la distruzione
  • Diritto ad ottenere informazioni su come verranno raccolti e conservati i loro dati personali ed i materiali audio/video
  • Diritto a non essere fotografate/riprese
  • Diritto ad interrompere il coinvolgimento nella ricerca in qualsiasi momento
  • Diritto a dire di no
  • Diritto di conoscere quali sono gli scopi della ricerca e a quale tipo di risultato contribuiranno con la loro testimonianza o supporto.
Scritto da manuele 03/10/2019 - 14:27
Modificato da Manuele Forcucci 04/10/2019 - 13:21